Shared value leadership Summit 2016 Shared value leadership Summit 2016

Shared value leadership Summit 2016

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Il 10 e l’11 Maggio 2016 si è tenuto, al Conrad di New York, il terzo Shared Value Leadership Summit 2016. Il convegno coinvolge teorici e artefici delle pratiche di valore condiviso, dando l’opportunità di collaborare, prendere ispirazione, fare rete. Insomma, un appuntamento fisso in ambito Corporate Shared Value (CSV) che da quest’anno ha visto TIM tra i suoi protagonisti.

Presente tra gli ospiti anche Michael Porter, il docente di Harvard autore di “Creating Shared Value”, l’articolo del 2011 che ha posto le basi teoriche su cui si fondano le pratiche di CSV a livello globale.

Nell’articolo, insieme a Mark Kramer, Porter spiega come il valore condiviso sia una strategia gestionale focalizzata nel creare business value rivolgendosi a problemi sociali che si intersecano con il business aziendale. Una pratica che dovrebbe creare nuove opportunità per le aziende, le istituzioni governative e la società in generale.

Dopo soli cinque anni questo scenario è sempre più concreto: il modello CSV è ormai, a tutti gli effetti, un business model. Ciò implica che CSV non significa distogliere l’attenzione dall’incremento di profitti della compagnia: è questo che distingue CSV dalla CSR (Corporate Social Responsability), l’integrazione della risposta ai social needs in ottica di sviluppo del proprio business.

Una questione di sinergia

Molti gli spunti rilevanti raccolti nella due giorni newyorchese.

Un esempio è l’aumento dell’importanza del target definito Generazione Millennials, contraddistinto da forti esigenze di trasparenza, coinvolgimento e — soprattutto nel campo della comunica-zione — sete di innovazione.

Inoltre, i Millennials si orienteranno in un mondo in cui le responsabilità sociali vengono sempre più trasferite dal settore pubblico a quello privato; ne consegue che chi è interessato a riconfigurare il proprio business tenendo conto delle pratiche di CSV, è tenuto a informarsi riguardo al quadro socio-economico del territorio in cui intende intervenire, in ottica di radicamento sul territorio e collaborazione con gli stakeholder interessati.

È importante operare in ottica di Collective Impact: l’approccio CSV nasce anche per includere multi-partnership trasversali rispetto al proprio core business, collaborando con enti privati e pubblici. Un punto enfatizzato da Helene Gayle, la CEO di McKinsey Social Initiative che ha ricordato di come le persone vivano immerse in ecosistemi e non settori circoscritti.

I Sustainable Development Goals

Al Summit è stato sottolineato l’aumento del numero di compagnie che ridefiniscono il proprio modello e approccio CSV in ottica di contributo al raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGs, obiettivi di sviluppo sostenibile), promuovendo dunque un contributo attivo del settore privato nel rispondere alle attuali sfide sociali. Il modello CSV permette infatti un’integrazione immediata degli SDGs all’interno della strategia aziendale in quanto prevede considerazioni di carattere sociale.  Gli SDGs offrono un’importante opportunità di allineamento a livello globale e l’impegno a livello nazionale dei vari stakeholder in vista del raggiungimento di obiettivi comuni.

Si torna così al cuore di CVS: un approccio più integrato tra le questioni economiche, sociali ed ambientali al fine di garantire lo sviluppo sostenibile.