Rotterdam sperimenta nuove soluzioni per l’allevamento Rotterdam sperimenta nuove soluzioni per l’allevamento

Da Udine al Ghana, il progresso passa per l’energia solare

- + Text size
Stampa

Abenta è un villaggio ghanese dove risorse come acqua, elettricità e Internet non fanno parte della vita quotidiana. Grazie a un’idea made in Italy, gli abitanti di Abenta hanno potuto risolvere questo problema attraverso un unico device: Watly.

Watly ha il potenziale di trasformare radicalmente zone in estrema difficoltà come l’Africa Sub-Sahariana, dove 655 milioni di persone vivono senza corrente elettrica e il 39% non ha accesso all’acqua potabile. Secondo Marco Attisani, il fondatore dell’iniziativa, Watly è capace di portare nel ventunesimo secolo chi finora ne è stato escluso.

Cos'è Watly

Watly è un hub autosufficiente che genera la stessa energia di cui ha bisogno per funzionare: non ha bisogno di carburante, o di essere allacciato alla rete elettrica.

Capire come funziona il sistema è indubbiamente più semplice di assemblarlo.

Prima di tutto, i pannelli fotovoltaici assorbono la luce del sole, convertendo l’energia solare in elettricità attraverso una batteria interna da 140 kilowatt ora.

La batteria mette in funzione un depuratore che prima filtra l’acqua, per poi farla bollire e distillarla. Il depuratore è in grado di desalinizzare l’acqua oceanica, grazie un sistema innovativo che si basa sul principio della distillazione a vapore compresso. Il risultato è un’acqua purificata da virus, batteri, parassiti, senza tralasciare composti inorganici e sostanze velenose come arsenico, benzene e cloro. Senza il bisogno di cambiare filtri o membrane, il depuratore può garantire 5mila litri di acqua potabile al giorno.

La batteria citata in precedenza inoltre attiva una connectivity hub che fornisce l’accesso alla Rete per un raggio di 800 metri — Watly può collegarsi a internet e condividere qualsiasi tipo di documento, nonché una serie di prese elettriche per ricaricare diversi tipi di device.

Si può quindi intuire perché la tagline scelta da Attisani sia Life. Energy. Future.”, i tre pilastri su cui poggia la mission di Watly. La Vita dipende dall’acqua, concetto che nella parte più fortunata del mondo si dimentica molto facilmente; l’Energia, la corrente elettrica fornita dal dispositivo, offre la luce, il calore, tutto ciò che migliora la qualità delle nostre vite; il Futuro non esiste senza Internet, perché senza Internet l’informazione rallenta, e con lei l’educazione e il progresso.

I prossimi traguardi

L’obiettivo a breve termine di Attisani è ridurre il prezzo della sua invenzione. Inoltre, è al lavoro su un depuratore che risponde a un decimo delle dimensioni di Watly; il prezzo previsto si aggira intorno ai ventimila euro.

L’obiettivo a lungo termine, invece, consiste nell’installare diecimila unità sul continente africano entro il 2024, creando così cinquantamila di posti di lavoro. La maggior parte di questi saranno strettamente connessi all’implementazione e alla manutenzione dei macchinari, il restante all’indotto.

Watly ha un’autonomia di ben quindici anni: secondo Attisani, si tratta di un periodo sufficiente a evitare l’emissione di 2500 tonnellate di gas serra.

Il futuro di Watly sembra essere solo all’inizio.