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Piste ciclabili per dare nuova vita ai fiumi

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Nel tentativo di ridurre traffico e inquinamento, e incentivare l'utilizzo del mezzo di trasporto più sostenibile in assoluto, tutte le più grandi città si sono dotate di piste ciclabili, che attraversano i vari quartieri in maniera sempre più capillare. C'è però un aspetto che, ancora oggi, non è stato risolto: la convivenza tra automobili e biciclette, e i numerosi incidenti che ne conseguono.

Per alleviare i disagi per i ciclisti, le piste vengono costruite frequentemente sui marciapiedi più ampi (dove non mancano però i problemi con i pedoni), oppure vengono protette da cordoli che le separano dalle automobili. Ma questi rimedi sono insufficienti, spiega l'architetto James Chuck, cofondatore dello studio SecondShore: “Per quanto separate, le corsie si interrompono a ogni incrocio stradale, che è dove avviene il 55% degli incidenti”.

Le biciclette sono un mezzo di trasporto sempre più utilizzato (come dimostrano numerosi studi), ma ancora oggi la stragrande maggioranza non si fida a inforcare i pedali e circolare in bici per le grandi città. “Il 90% degli abitanti di Chicago non ne vuole sapere di utilizzare la bicicletta”, prosegue James Chuck. “Ma facendo dei cambiamenti si potrebbe facilmente raddoppiare il numero di ciclisti su strada”.

RiverRide, l'esperimento di Chicago

L'esempio di Chicago non è casuale, perché lo studio di architettura di James Chuck ha elaborato un progetto pensato per la città statunitense, ma che si potrebbe replicare in tutte le città di fiume: “I corsi d'acqua sono ancora delle arterie commerciali, ma non hanno più il ruolo strategico di una volta; perché allora non sfruttare il modo in cui attraversano le città per costruire lungo il fiume delle piste ciclabili galleggianti?”. Si tratta, quindi, di costruire sopra i lati del fiume un'infrastruttura che ne percorra l'intero tratto cittadino.

In questo modo, si riuscirebbe a dare una nuova funzione ai fiumi e contemporaneamente a dividere il traffico automobilistico da quello ciclistico. Il progetto, chiamato RiverRide, è in fase di studio dal comune di Chicago ed è pensato proprio per dare alle persone uno spazio esclusivamente per le due ruote connesso comunque con le strade e con le precedenti piste ciclabili.

Tutto ciò è stato pensato per Chicago, ma potrebbe applicare anche a città come Torino, Londra o Parigi. Non si tratta, quindi, di costruire piste ciclabili sul lungofiume delle zone centrali (come già oggi avviene), ma di sfruttare l'intero percorso, collegando così le varie aree delle città che si sviluppano lungo il corso d'acqua.

L'aspetto della sostenibilità ambientale viene evidenziato anche dall'utilizzo di pannelli solari per l'illuminazione, per riscaldare l'asfalto in inverno, ed evitare che la pavimentazione si ghiacci, e anche per attivare le coperture mobili trasparenti da utilizzare in caso di pioggia.

Un progetto simile era stato pensato anche a Londra, ma poi scartato per l'eccessivo costo (circa 5 milioni di euro per ogni singolo chilometro). Nonostante l'investimento, la città di Chicago potrebbe dare il via a un progetto pilota relativo a un singolo quartiere, che dovrebbe cominciare nell'estate del 2017 dando ai ciclisti la possibilità di sperimentare la “pista ciclabile galleggiante” su un chilometro di percorso. Se tutto andrà per il verso giusto, i lavori veri e propri potrebbero cominciare nella primavera del 2018.