Le nano-tecnologie e il futuro dell´agricoltura Le nano-tecnologie e il futuro dell´agricoltura

Le nano-tecnologie e il futuro dell'agricoltura

Alcuni ricercatori di Harvard hanno sperimentato un nuovo utilizzo delle nano tecnologie: l'obiettivo è estrarre acqua dall'aria per poi raccoglierla in appositi bacini.

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Le nano-tecnologie applicate ai tessuti e ai rivestimenti sono solitamente sfruttate per rendere le superfici o i vestiti impermeabili. Un nuovo utilizzo sperimentato da alcuni ricercatori di Harvard ha invece un obiettivo quasi opposto: estrarre acqua dall'aria per poi raccoglierla in appositi bacini.

Il rivestimento sperimentato ad Harvard si basa sui meccanismi di estrazione dell'umidità che alcune specie viventi hanno naturalmente “in dotazione”, com'è il caso delle spine dei cactus o del guscio degli scarafaggi del deserto.

In particolare, questo materiale è stato modellato sulla composizione chimica del guscio dello scarafaggio della Namibia e sulle protuberanze presenti su di essa, oltre che sulle spine dei cactus e sulla superficie super-scivolosa della pianta carnivora nota come “pianta cobra”.

Una delle ricercatrici che ha lavorato a questa innovazione, Joanna Aizenberg, ha spiegato ad Harvard News: “Solitamente tendiamo a imitare un solo sistema naturale per volta, ma le nostre ricerche dimostrano come un approccio più complesso, in cui mettiamo assieme le caratteristiche di diverse specie biologiche è una nuova e promettente direzione per la bio-mimetica”.

E così, i ricercatori hanno studiato la pianta cobra, i cactus, ma soprattutto la composizione chimica e anche la forma del guscio dello scarafaggio della Namibia. Che di notte esce dal suo riparo sotto la sabbia e solleva le zampe posteriori per inclinare il guscio: la composizione chimica del guscio riesce a raccogliere acqua per condensazione, mentre le protuberanze presenti sul guscio e la sua l'inclinazione permettono all'acqua di scivolare in avanti per essere assimilata. In questo modo, lo scarafaggio riesce a sopravvivere anche per sette-otto mesi senza bisogno di mangiare.

Il materiale creato, quindi, sfrutta la forma e la composizione del guscio dello scarafaggio, oltre che le spine del cactus, per raccogliere l'acqua; mentre copia la superficie ultra-scivolosa della pianta cobra per permettere all'acqua di defluire. L'ibrido che ne risulta potrebbe avere degli importantissimi utilizzi industriali.

Per esempio, gli impianti di energia geotermica possono utilizzare questo rivestimento per accelerare la conversione del vapore in acqua liquida. Ma si pensa soprattutto ai possibili utilizzi in agricoltura, visto che, potenzialmente, è possibile sviluppare un sistema che catturi efficacemente l'acqua per poi guidarla verso una cisterna. Non è difficile immaginare come un sistema di questo tipo potrebbe permettere di sviluppare l'agricoltura anche nelle zone più aride del mondo, imitando gli animali e le piante che vi abitano, che hanno imparato a estrarre l'acqua dall'aria per sopravvivere.