Liam, lo smonta-telefoni Liam, lo smonta-telefoni

Liam, lo smonta-telefoni

Ecco il nuovo robot ecologico made in Apple

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Dopo più di tre anni di lavoro, portato avanti da un team nascosto ai media e alla maggior parte degli stessi dipendenti Apple, il colosso di Cupertino ha svelato una delle sue ultime creazioni: Liam.

Sono in pochi a chiedersi cosa succeda una volta che i loro device vengono restituiti alla casa madre a causa di difetti di produzione, rese o danni. Negli Stati Uniti per esempio (ovviamente il primo paese coinvolto dall’iniziativa, essendo la culla di Apple), una volta arrivati a destinazione, i device vengono revisionati a mano: quelli composti da materiali non compromessi vengono dati in mano a Liam, pronto a donare loro una seconda vita. Chi può essere in grado di smontare uno strumento, se non chi l’ha assemblato in primo luogo?

Liam è un robot dotato di 29 appendici, ognuna guidata da un’attività diversa. Alcuni bracci presentano nella sezione terminale trapani di diverse misure; altri cacciaviti e ventose. Da un punto di vista più macroscopico, lunico obiettivo di questi bracci robotici è smantellare il maggior numero possibile di iPhone.

Gli apparecchi vengono caricati su un nastro trasportatore che riesce ad ospitare fino a quaranta modelli. Il processo, dopo anni di simulazioni, sembra procedere senza troppi intoppi. Prima avviene la rimozione dello schermo; poi le batterie, il pezzo più complicato da smontare. È rilevante notare come Liam riduca drasticamente qualsiasi tipo di contaminazione rischiosa per la salute degli esseri umani: disassemblare grandi numeri di batterie, per esempio, può essere estremamente rischioso. Anche la raccolta dei minuscoli elementi di cui sono composti i device subisce un processo di differenziazione.

Liam si occupa di smontare le slot per la SIM, le viti, le batterie e le fotocamere, e lo fa procedendo pezzo per pezzo. Quanto tempo impegna? Undici secondi per telefono, come riporta Mashable.

Di solito le grandi aziende investono nell’efficientamento dell’automazione in catena di montaggio in ottica produttiva: il twist, in questo caso, è la funzione distruttiva del mezzo.  Ma è un’idea poi così distruttiva?

Un’attenzione per l’ambiente

La gestione delle scorie elettroniche non è ancora in prima posizione nelle preoccupazioni dei consumatori. Purtroppo, però, è di sicuro un problema da affrontare rapidamente e nel migliore dei modi possibili. Fino ad oggi i metodi di riciclo sono stati meno raffinati: tradizionalmente, gli apparecchi vengono smontati da un trituratore magnetico che — per ovvie ragioni — separa i componenti con un minore grado di accuratezza.

I componenti riciclati possono poi essere venduti e/o riutilizzati: cobalto e litio dalla batteria, oro e rame dalla fotocamera, argento e platino dalla scheda madre.

Va da sé che trattandosi di materiali caratterizzati da una bassa biodegradabilità e complessi da gestire, il loro riutilizzo è indubbiamente la soluzione più virtuosa.

Il progetto di Apple è un tentativo indirizzato al crescente problema del cosiddetto e-waste — qualsiasi apparecchiatura elettronica abbandonata perché guasta o obsoleta— ed è solo l’inizio: al momento la macchina è capace di smontare soltanto l’ultimo iPhone, ma è prevista un’implementazione con l’obiettivo di includere un’ampia gamma di device made in Cupertino. I margini di miglioramento sono indiscutibili.

A differenza di altri progetti, Apple si augura che i suoi competitors copino l’idea; una strategia che ricorda l’outsourcing dei brevetti di Tesla, l’azienda che sta rivoluzionando il settore dei veicoli elettrici (e del settore auto in generale). Ogni giorno di più, le grandi aziende vengono incentivate a considerare le best practice in ambito sostenibile come patrimonio comune in ottica di salvaguardia ambientale: dal punto di vista commerciale, la speranza (decisamente verosimile) è che le altre grandi realtà, spinte da un pubblico sempre più consapevole, si adeguino al nuovo standard. Fare la cosa giusta, condividerla con gli altri: la strategia migliore per vivere in un mondo più green.