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Italiani sostenibili

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La sostenibilità ambientale, in tutte le sue declinazioni, è un tema che sta sempre più a cuore agli italiani: lo dimostra uno studio condotto da Lifegate, con la collaborazione di Eumetra, che ha indagato le pratiche e la conoscenza degli italiani in materia di sostenibilità. L'attenzione nei confronti di questo tema non stupisce, se si considera che gli avvenimenti che hanno maggiormente colpito sono tutti legati a questioni ambientali: l'86% degli italiani ritiene che l'allarme smog nelle grandi città sia una questione “molto rilevante”, mentre l'81% ritiene che lo sia l'aumento record delle temperature in Italia e nel mondo. L'escalation del terrorismo in Europa, la questione che ha dominato l'agenda mediatica, ottiene invece una percentuale di “molto rilevante” più bassa: 79%.

L'emergere di questi temi ha contribuito ad ampliare la conoscenza di un certo tipo di “lessico ecologista”, che si sta diffondendo anno dopo anno. A conoscere bene il significato di termini come “sviluppo sostenibile”, “energia sostenibile”, “sostenibilità ambientale”, “città sostenibilile”, “mobilità sostenibile” e altri ancora è il 28% degli italiani (+5% rispetto allo scorso anno).

Nel complesso, il 64% degli intervistati ha anche solo una conoscenza base del significato di questi termini. Le percentuali, però, variano molto a seconda di quale questione si tocchi: mentre ormai l'80% degli italiani conosce almeno in parte il significato di energia sostenibile, solo il 28% sa che cosa sia il coworking o il cohousing.

Il gran parlare che si fa di questi temi, però, rischia di dare l'idea che si tratti di una moda passeggera, un atteggiamento più dichiarato che praticato: a pensarla così è il 38% degli italiani, mentre il 49% ritiene che la sostenibilità sia uno “stile di vita che si sta sempre di più diffondendo” e che va perseguito nonostante la crisi economica. In particolare, i “convinti”, quelli per cui la sostenibilità è un tema realmente importante e urgente, sono aumentati drasticamente, passando dal 27 al 37% nel giro di un solo anno. Allo stesso modo, sono crollati i “distanti”, quelli che la ritengono una questione tutto sommato secondaria, scesi da 22 al 14%.

A porre maggiore attenzione al tema ambientale sono i giovani (18-34 anni) con titolo di studio medio-alto, spesso residenti nelle grandi città. Mentre è interessante notare come i “distanti” siano in percentuale superiore residenti nel nord-est, probabilmente a causa della crisi economica che ha colpito duramente una parte del paese che ancora oggi fatica a riprendersi.

Con le dovute eccezioni, l'atteggiamento degli italiani è sempre più positivo nei confronti dei mezzi pubblici, dell'agricoltura biologica, dell'energia rinnovabile, delle piste ciclabili e anche della medicina naturale. Nel complesso, ben il 43% del campione ritiene che si debba investire su tutti questi fronti, contro il 31% del 2015.

Dal punto di vista delle politiche ambientali che si possono effettuare sul territorio, le priorità sono ben delineate: per il 90% degli italiani è giusto effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti speciali, per il 74% è importante riconvertire in aree verdi le zone edificabili, per il 58% è giusto restringere le corsie stradali a favore delle piste ciclabili.

Fin qui, le buone intenzioni. Ma quanti italiani hanno invece un comportamento virtuoso dal punto di vista ambientale? Come noto, i progressi più importanti si sono fatti sul fronte della raccolta differenziata: l'86% degli italiani afferma di farla sempre; una percentuale forse fin troppo elevata per essere “reale”, ma che comunque segnala un'attenzione crescente, visto che un anno fa la stessa era solo del 68%. Sono invece addirittura triplicati quelli che affermano di “evitare di utilizzare l'auto quando possibile” (36%) e ancor più sono cresciuti coloro che affermano di consumare alimenti biologici (21% contro il 6% dello scorso anno).

Nonostante la crisi economica, il 45% degli italiani è anche disposto a spendere di più per acquistare e consumare beni sostenibili, come per esempio gli alimenti biologici, lampadine led o prodotti a km 0: una crescita di 21 punti rispetto allo scorso anno. Evidentemente, i grandi cambiamenti climatici a cui stiamo andando incontro – e le catastrofi naturali sempre più frequenti – stanno contribuendo a diffondere un senso di urgenza nei confronti della salvaguardia dell'ambiente. Non è un caso, in effetti, che l'85% degli italiani affermi che le “scelte sostenibili” siano dettate da un “senso di responsabilità per le generazioni future o per i miei figli”.