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Il ghiaccio sta scomparendo dall'Artico

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Ancora nel 1984, l'Artico poteva contare su circa 2,5 milioni di chilometri quadrati del suo ghiaccio “antico”, il più spesso e solido: un'area grande circa nove volte l'Italia. 32 anni dopo, nel settembre 2016, quest'area si è ridotta in maniera impressionante, riducendosi a 170mila chilometri, una superficie che è circa metà di quella italiana.

Tutto il ghiaccio dell'Artico sta gradualmente e inesorabilmente diminuendo, ma la perdita del ghiaccio antico è particolarmente problematica perché – come ha spiegato un ricercatore della Nasa – rappresenta una sorta di polizza assicurativa anche per il resto della massa di ghiaccio: “Questo strato di ghiaccio antico è un vero e proprio argine per la calotta: un'estate particolarmente calda può sciogliere il ghiaccio giovane e più sottile, ma non può eliminare tutto il ghiaccio antico. Questo argine, però, non è più così resistente; si sta gradualmente indebolendo, diventando via via più sottile e meno compatto”.

Un rapido scioglimento

Il video della Nasa mostra proprio questo processo: il ghiaccio bianco, quello più antico, continua a ridursi, sostituito dal ghiaccio più scuro che rappresenta quello più giovane e meno resistente. Se nel 1984 la quasi totalità dell'Artico era rappresentato dallo strato più bianco, 32 anni dopo le parti si sono invertite e la superficie dell'Artico è costituita quasi solo dallo strato più giovane e sottile.

Ogni anno, quindi, il ghiaccio si forma in inverno e si scioglie in estate, ma la parte che sopravvive alla stagione calda diventa sempre più sottile: il ghiaccio di nuova formazione infatti ha uno spessore tra i 90 centrimetri e i 2 metri circa, mentre il ghiaccio più vecchio raggiunge anche i quattro metri di spessore. Più il ghiaccio vecchio viene sostituito da quello giovane, quindi, più l'Artico perde compattezza e profondità.

A differenza del ghiaccio in fase di scioglimento in Groenlandia o nell'Antartico, il cui ghiaccio si trova sopra uno strato terrestre, lo scioglimento dell'Artico non causerà di per sé l'innalzamento delle acque. Nonostante questo, più la superficie dell'Artico si riduce, meno riesce a riflettere i raggi solari, causando l'aumento del calore assorbito dalla Terra e contribuendo, di conseguenza, allo scioglimento del ghiaccio e del permafrost (il terreno ghiacciato) della Groenlandia, che a sua volta libera enormi quantità di gas serra. Un circolo vizioso per il quale non si vede ancora una soluzione.