IO NON RISCHIO IO NON RISCHIO

IO NON RISCHIO

Buone pratiche di Protezione Civile

Stampa
- + Text size

Giunta quest'anno all'ottava edizione, la campagna di comunicazione nazionale “Io Non Rischio” si svolgerà sabato 13 e domenica 14 ottobre.
L'obiettivo è diffondere buone pratiche di protezione civile e sensibilizzare i cittadini sul tema della prevenzione; verranno allestiti, nelle principali piazze italiane, punti informativi “Io non rischio” per diffondere la conoscenza sul rischio sismico, sul rischio alluvione e sul maremoto.
Le catastrofi naturali, che di frequente colpiscono il nostro Paese, dimostrano quanto sia importante l’informazione, la conoscenza dei rischi e la diffusione delle buone pratiche di protezione civile per evitare ulteriori danni e testimoniano l’importanza dell’aiuto, dell’intervento e dell’attività di comunicazione dei volontari del Servizio Nazionale di Protezione Civile.
Ognuno di noi conosce la Protezione Civile italiana, un sistema complesso formato da tanti soggetti diversi: Istituzioni, Pubbliche Amministrazioni, comunità scientifica, aziende di servizi, volontariato, ma non tutti sanno che TIM – in quanto parte del Sistema Nazionale di Protezione Civile, quale società erogatrice di “Servizi Essenziali” - ha predisposto un sistema di crisis management, che prevede oltre 200 persone in tutta Italia, organizzate in 20 squadre pronte ad intervenire in caso di emergenza.
Allo scattare dell’emergenza, la funzione Crisis Management – che opera nell’ambito Security di TIM - viene convocata al Comitato Operativo del Dipartimento di Protezione civile per rappresentare l’azienda e svolgere il ruolo di interfaccia con tutti le altre organizzazione, pubbliche e private, che cooperano nel superamento degli eventi calamitosi.

La campagna

Per diminuire l’esposizione ai rischi è necessario:
- conoscere il problema: dialogare con chi può fornirci tutto quello che occorre sapere sui rischi;
- essere consapevoli delle conseguenze: essere preparati è il modo migliore per prevenire e ridurre le conseguenze di un disastro naturale;
- adottare semplici accorgimenti e comportamenti: ogni cittadino deve essere sensibilizzato sulle azioni da intraprendere e quelle da evitare, prima, durante e dopo un’emergenza.
Qui entra in gioco il ruolo dei volontari della Protezione Civile che, vivendo e operando nei diversi territori del nostro Paese, possono comunicare la conoscenza dei rischi, ma soprattutto possono ottenere la fiducia dei propri concittadini e mantenere quel dialogo necessario a risolvere dubbi e incertezze.
E’ con questi obiettivi che il prossimo weekend i volontari della Protezione Civile, incontreranno le persone, raccontando quello che sanno, quello che hanno vissuto e fornendo indicazioni su come è possibile tutelarsi.
Promuovere la cultura della prevenzione consapevole significa avviare un processo che porta ognuno di noi ad acquisire un ruolo attivo nella riduzione dei rischi.

Quale emergenza? Non pensiamo solo al terremoto

"Io non rischio" vuole informare i cittadini principalmente su tre rischi che possono colpire il nostro Paese: il terremoto, il maremoto (solo nelle città costiere) e le alluvioni.
Presso gli stand allestiti nelle piazze, i volontari distribuiranno i materiali informativi e risponderanno alle domande dei cittadini sulle possibili azioni da attuare per ridurre il rischio e sui comportamenti da adottare in caso di sisma, maremoto o alluvione.
La campagna “Io non rischio”, nata nel 2011, è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile con Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Reluis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. L’inserimento del rischio maremoto e del rischio alluvione ha visto il coinvolgimento di Ispra-Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, AiPo-Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di Bacino del fiume Arno, CamiLab Università della Calabria, Fondazione Cima e Irpi-Istituto di ricerca per la Protezione idro-geologica.