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Il tema dell’impatto delle nanotecnologie sulla nostra vita quotidiana è stato al centro della prima delle “Lezioni sul Progresso”, un ciclo di incontri  promosso dalla  Fondazione TIM  per raccontare l’evoluzione della scienza coinvolgendo  studenti, insegnanti, innovatori ed  istituzioni.  La prima “lezione”,  il 12 ottobre, ha visto il  fisico Roberto Cingolani parlare di robot intelligenti e nuovi materiali insieme a rappresentanti del mondo della comunicazione e dello spettacolo come Claudia Gerini e Natasha Stefanenko. L’evento è stato l’occasione per scattare una istantanea sullo stato dell’arte di questi sviluppi utilizzando un linguaggio vicino a tutti. Per approfondire il tema, e metterlo nella prospettiva di applicazioni industriali come le telecomunicazioni, abbiamo fatto alcune domande a Lucy Lombardi,  Responsabile Innovation  & Industry Relations in Telecom Italia.

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Sappiamo bene e vediamo ogni giorno come, da alcune decine di anni, la miniaturizzazione nella elettronica ha avuto impatto nella nostra vita: non solo i computer ma molti oggetti d’uso quotidiano, dalla TV all’automobile,  ai semplici giocattoli, sono figli di questo ondata tecnologica.

Nelle telecomunicazioni pensiamo all’evoluzione dal telefono di casa alla telefonia mobile, dal GSM al 4G, dalle comunicazioni a banda larga alle prime applicazioni nel mondo degli oggetti connessi. 

Il passaggio alle nanotecnologie accelererà questo fenomeno, da un lato, ma come sempre creerà anche nuovi scenari inaspettati.

E non dobbiamo pensare che il futuro sia cosi’ lontano: si stima che esistano già migliaia di prodotti che includono, in qualche modo,  materiali frutto delle nanotecnologie  e che ogni settimana ne vengano lanciati tre o quattro nuovi.  

Penso che ci saranno almeno tre settori fortemente  coinvolti:

  • le tecnologie radio, grazie a nuovi materiali che permetteranno di ridurre consumo dei circuiti e di costruire radio anche a frequenze oggi difficili da utilizzare, ad esempio sopra i 6 Ghz;
  • il settore dell’Internet Of Things: già si parla di nuovi tipi di sensori chiamati NEMS – Nano Electro Mechanical Systems - invece che MEMS – Micro Electro Mechanical Systems che permetteranno applicazioni nuove nell’ambito della robotica e della medicina e del controllo ambientale;
  • le comunicazioni ottiche, che sono poi anche alla base del futuro mondo wireless: grazie a nuove tecnologie basate su nanotech sarà possibile costruire circuiti interamente ottici per collegare le fibre, mentre oggi siamo obbligati a trasformare la luce in elettroni e poi di nuovo in luce per poter costruire switch e altri apparati.

Altri impatti concreti vengono, per esempio, dall’applicazione della  tecnologia dei “nanotubi al carbonio” che permette di ottenere strutture 1000 volte più resistenti dell’acciaio (!), e con caratteristiche particolarissime: possono essere usate per costruire strutture meccaniche ma anche transistor e circuiti elettronici, per costruire celle fotovoltaiche, oppure batterie per accumulo di energia elettrica. Questo a sottolineare la grande “flessibilità” nell’applicazione delle nanotecnologie, in questo caso di una specifica nanotecnologia.

Tutto questo contribuirà a rendere le telecomunicazioni ancora più pervasive ed energeticamente efficaci e a permettere di aumentare ulteriormente la banda ed i livelli di servizio così disponibili.