Le aziende italiane sempre più green Le aziende italiane sempre più green

Le aziende italiane sempre più green

Anche Telecom Italia si impegna per il rispetto dell’ambiente

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IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha lanciato qualche giorno fa il grido di allarme planetario sull’aumento della temperatura del nostro Pianeta: “la protratta emissione di gas serra porterà a cambiamenti di lunga durata di tutti i componenti del clima, aumentando la probabilità di gravi, pervasivi e irreversibili impatti sulla popolazione e gli ecosistemi”.

L’aumento della temperatura, causato anche dalle emissioni di CO2, provocherà lo scioglimento dei ghiacciai e un innalzamento del livello del mare.

Uno scenario tragico se pensiamo a tutte le specie animali che vivono nei ghiacciai e che vedranno ridurre sempre di più lo spazio vivibile a loro disposizione e le loro risorse alimentari. Ma non solo, l’innalzamento dei mari (previsto di 24 centimetri) e l’aumento della temperatura (che arriverà a sfiorare i +2 gradi  rispetto al 1986-2005) avranno un impatto su tutto il globo.

Esiste una soluzione: IPCC ha mostrato come sia possibile ridurre l’emissione dell’anidride carbonica rallentando quindi il fenomeno.

Per farlo è necessario l’impegno di ciascuno di noi, partendo dal singolo cittadino per arrivare ad aziende e Governi. È necessario dare immediatamente un taglio drastico all'uso di combustibili fossili, responsabili assieme alla produzione di cemento dell'89 % delle emissioni, e bloccare la deforestazione.

Ma vediamo più nel dettaglio quali sono le direttive della Comunità Europea in tema di sostenibilità ambientale e come le aziende italiane, tra cui Telecom Italia, si sono impegnate su questo fronte.

Primo step: il Piano 20 20 20

Vista la crescita preoccupante della temperatura e dei gas serra, l’Unione Europea ha emanato il Piano 20 20 20 entrato in vigore nel giugno 2009 e valido da gennaio 2013 fino al 2020.

Gli obiettivi sono la riduzione dell’emissione di gas serra del 20 %, l’innalzamento del 20 % della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e il raggiungimento del 20% di risparmio energetico entro il 2020. Questo, in sintesi, è l’impegno che l’Europa si è presa per risolvere un problema che riguarda tutti i Paesi dell’Unione.
Ma quali indicazioni contiene nello specifico il Piano?

La prima esigenza per l’UE era sicuramente quella di trovare una modalità per impegnarsi nel periodo “post-Kyoto” (il protocollo di Kyoto è un accordo internazionale per contrastare il riscaldamento ambientale) senza attendere improbabili accordi globali. 

La sostenibilità nel mondo

L’Europa con il Piano 20 20 20 ha dimostrato interesse e impegno per la salute del nostro Pianeta e ci sono già alcuni stati che si stanno impegnando adottando comportamenti virtuosi.

Ma qual è lo stato più green?

Il report Global energy architecture performance index report 2014, realizzato dal World Economic Forum in collaborazione con Accenture, permette di analizzare la performance energetica di ben 124 nazioni, sulla base di tre indicatori: crescita economica, sostenibilità ambientale e sicurezza energetica.
Ecco alcune considerazioni interessanti:

  • la Norvegia è in testa, seguita da Nuova Zelanda e Francia
  • spicca (in negativo) la posizione dell’Italia che si colloca al 49esimo posto, ultima tra i paesi dell’Unione Europea
  • il Brasile, al 22esimo posto, è il Paese con le migliori prestazioni tra quelli emergenti
  • la Cina, 82esimo posto, è il maggior consumatore al mondo di energia
  • molti paesi in via di sviluppo producono energia sufficiente solo per il 50% della popolazione totale
  • il 32% dei paesi dipende dalle importazioni per soddisfare il proprio fabbisogno energetico

Il primato dei Paesi europei, soprattutto nordici, dipende dagli investimenti e dalle sovvenzioni per lo sviluppo di economie a basse emissioni grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili. Le agevolazioni, purtroppo, non sono previste in tutti gli Stati che quindi vedono le fonti rinnovabili come un costo aggiuntivo.

Dalla nostra analisi emerge che non esiste un unico cammino, ogni Paese deve lavorare con le proprie risorse e restrizioni, compiendo scelte e compromessi difficili” spiega Arthur Hanna, managing director energy di Accenture e membro del World Economic Forum, e aggiunge “questo indice aiuta i singoli Paesi a fare il punto della situazione riguardo alle loro sfide in termini di transizione energetica e a individuare i principali ostacoli al successo, come le sovvenzioni che falsano i mercati, le continue incertezze sulle politiche energetiche e i finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo di nuove fonti e tecnologie energetiche”.

Il made in Italy

In Italia, un’azienda su cinque ha scelto la green economy e quasi la metà delle start-up nate nel 2014 ha investito sin da subito in tecnologie “pulite”. L’Italia, inoltre, vanta primati europei nelle economie a minor intensità di carbonio e nel riciclo industriale. Un buon passo in avanti per il nostro Paese che conta 350.000 aziende definibili green e che incentrano lo sviluppo tecnologico e l’assetto strutturale per ridurre le emissioni nocive e l’impatto sull’ambiente.

Ridurre le emissioni di CO2 prodotte dalla combustioni delle fonti tradizionali (come il petrolio) è possibile favorendo l’impiego di energie rinnovabili, cioè tutti quei combustibili che producono energia senza produrre anidride carbonica. Fonti che per loro natura non sono "esauribili" sulla scala dei tempi umani, come ad esempio l'energia idroelettrica, l'energia solare, l'energia eolica, l'energia del moto ondoso, l'energia geotermica, l'energia mareomotrice ed altre. L’Italia, per sua conformazione territoriale, è un Paese particolarmente fortunato potendo avere a sua disposizione energie come quella eolica, solare, ma soprattutto idrica; quindi la fonte rinnovabile più utilizzata è l’acqua.

L’impegno di Telecom Italia e l’accordo con A2A

Telecom Italia ha scelto di acquistare energia prodotta solo da fonti rinnovabili, facendo investimenti che rispecchiano i principi della green economy e impegnandosi a diffondere l’importanza di queste decisioni: oggi il 100% dell’energia necessaria per l’azienda proviene da fonti green.

Ma come facciamo ad essere certi che l’energia venga prodotta da fonti rinnovabili? Tramite le Garanzie di Origine, ossia dei certificati che attestano l’origine rinnovabile delle fonti utilizzate.

Da questa estate Telecom Italia ha, infatti, siglato un accordo biennale con A2A, testimoniando il proprio impegno nei confronti della tutela del Pianeta.

L’accordo, presentato in occasione del primo “Telecom Italia Energy Day” , annunciava l’acquisto da A2A  di certificati di Garanzia di Origine, per garantire il fabbisogno di energia per tutto il Gruppo per i prossimi due anni.

L’accordo costituisce per Telecom Italia una scelta coerente con le politiche di sostenibilità già in atto e permette di abbattere ulteriormente l’impatto ambientale delle proprie attività, con la riduzione di emissione di CO2 di oltre il 70%.

Telecom Italia pensa green e agisce smart!