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Crowdfunding Civico

Quando il privato sostiene il pubblico

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Novembre 2014, è di qualche mese fa la notizia dell’aeroporto francese che è ricorso al crowdfunding per evitare la privatizzazione. “Gli abitanti di Tolosa vogliono comprare l'aeroporto cittadino con il crowdfunding” titolavano siti e giornali, ma questa è solo una delle tante situazioni in cui i cittadini, grazie alle raccolte fondi dal basso, hanno supportato il settore Pubblico.

Uno dei primi casi di civic crowdfunding risale al 1884 e riguarda la Statua della Libertà, un dono agli americani da parte della Francia, che si prese cura della realizzazione e spedizione della statua.

L’American Committee, cui spettava la realizzazione del piedistallo per sostenere l’opera, aveva però stanziato solo una parte dei fondi necessari per la sua installazione. La situazione fu sbloccata grazie all’intervento di Joseph Pulitzer, magnate della stampa, che attivò l’opinione pubblica attraverso il suo giornale e invitò i cittadini a effettuare una sottoscrizione economica per concludere i lavori. Nel giro di cinque mesi vennero raccolti 100.000 dollari provenienti da oltre 120.000 micro-donazioni, che permisero alla Statua della Libertà di arrivare dove oggi la vediamo. Questo fu il primo caso di crowdfunding civico, che nacque e si sviluppò ancora prima della nascita di Internet, grazie all’impegno dei cittadini.

Ora con l’avvento di Internet, del Web 2.0 e di tutte le tecnologie, tutto è più veloce e più semplice. Questo ha permesso al crowdfunding civico di diventare un fenomeno conosciuto e sostenuto.

Ma cosa si intende di preciso? Il civic crowdfunding è forse il predecessore del crowdfunding generico odierno, in particolare si riferisce al finanziamento collettivo di opere e progetti pubblici da parte di cittadini, associazioni, imprese ed enti.

La Statua della Libertà, l’aeroporto di Tolosa sono solo alcuni esempi pratici che dimostrano che “l’unione fa la forza”. 

Non una novità, ma un’opportunità

Il supporto economico da parte dei cittadini per la realizzazione di opere pubbliche non è una novità, spesso si sente parlare di raccolte fondi cittadine per restaurare una Chiesa, oppure per rimodernare gli spazi e le attrezzature di una scuola. Quello che è “nuovo” è il modo di raccogliere i soldi e di promuovere l’iniziativa, cioè attraverso la Rete.

Quindi il civic crowdfunding moderno può essere definito come una raccolta di donazioni per un obiettivo comune, civico, ma con una marcia in più rispetto al passato: Internet, un mezzo potente e trasparente in grado di raggiungere un più vasto numero di persone rispetto alla “colletta” tradizionale.

Potrebbe sembrare complicato, invece il crowdfunding civico rappresenta un modo semplice e intelligente di coinvolgere attivamente i cittadini e gli amministratori locali nelle scelte future del Paese in cui vivono. 

Il civic crowdfunding è una nuova declinazione del più vasto fenomeno del crowdfunding

Alessio Barollo, architetto, e Daniela Castrataro, co-founder e direttrice di Twintangibles

Alessio Barollo, architetto rivolto alla sostenibilità e aspirante maker, e Daniela Castrataro, co-founder e direttrice di Twintangibles, definiscono il crowdfunding civico come “il finanziamento collettivo di opere e progetti pubblici – al di fuori del budget dell’ente o amministrazione interessati – effettuato da cittadini, organizzazioni e società private, talvolta in match funding con le stesse amministrazioni”.

Gli aspetti fondamentali che caratterizzano il crowdfunding civico sono principalmente quattro:

  1. un’idea o un progetto vincente
  2. la scarsità di finanziamenti o la mancanza di budget dei governi locali
  3. il senso di appartenenza della comunità verso il territorio
  4. il valore affettivo e il rafforzamento dei legami che il progetto può sviluppare tra cittadini e luoghi pubblici

E in Italia?

Nel crowdfunding civico le conseguenze positive non si limitano all’individuo, quanto piuttosto a una società che condivide cultura e valori

Ivana Pais, sociologa e ricercatrice sul tema crowdfunding all’Università Cattolica di Milano e fondatrice dell'ICN - Italian Crowdfunding Network

In generale, sul fronte dell’offerta il crowdfunding in Italia sta crescendo molto velocemente, sia in termini di piattaforme che nascono (dall’ultima mappatura sono emerse 43 piattaforme, di cui 27 attive), sia in termini di persone che presentano progetti”, spiega Ivana.

Siamo invece tendenzialmente in ritardo sia rispetto all’utilizzo di pratiche innovative sia rispetto al coinvolgimento e all’analisi dei finanziatori”.
In sintesi: troppa offerta, poca domanda.

Con due importanti eccezioni: le piattaforme settoriali e quelle locali.

Alcuni casi di successo: best practice