La casa del futuro è italiana La casa del futuro è italiana

La casa del futuro è italiana

Casa Jasmina, un sogno che sta diventando realtà  

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"La casa del futuro? È un sogno che sta diventando realtà. E succederà in Italia".

Bruce Sterling, scrittore di fantascienza e creatore del filone cyberpunk ma anche teorico e critico dell’innovazione (i suoi ultimi due libri, Shaping Things Tomorrow Now: Envisioning the next fifty years sono una riflessione su come vivremo tra 50 anni) non  ha dubbi, e lo dice chiaramente al pubblico del Wired Next Fest organizzato a Milano dalla rivista Wired dal 22 al 24 maggio.

Dal 2007 Bruce Sterling vive con la moglie Jasmina Tesanovic a Torino, un luogo dove, racconta, ha trovato finalmente il modo di dare forma alle sue visioni: «Il patrimonio di creatività che c’è in Italia non esiste in nessuna altra parte del mondo, e non può essere comprato, imitato o controllato dalle multinazionali che hanno conquistato il mondo. Ricordate: Apple, Google e Amazon non sono vostri amici.

"Il futuro è italiano, ed è appena cominciato". È con questo spirito innovativo e un po’ ribelle che ha preso forma il progetto “Casa Jasmina”, ovvero la costruzione della prima casa intelligente, connessa in rete e interamente open source.

Domotica e design: arriva Casa Jasmina

È l’opposto del futuro apocalittico descritto dalla fantascienza: invece di raccontare un mondo dominato dalle macchine, Sterling ha provato a realizzare l’integrazione armonica dei dispositivi elettronici e della Rete con la vita quotidiana, il tutto in un appartamento vero e proprio, vivibile e migliorabile da parte di chi lo abita. "Tutti sanno quanto io ami la fantascienza" dice Sterling, "Ma questo è un esperimento scientifico e filosofico. Si realizzerà in due anni e che diventerà un incubatore di idee per creare la domotica del domani".

Casa Jasmina si trova nella zona industriale di via Egeo a Torino («Un disastro architettonico del 1965» come lo descrive Sterling) in cui si trovano anche le Officine Arduino e il laboratorio Fab Lab, è una casa connessa in rete, con elettrodomestici che comunicano tra loro, mobili autoprodotti costruiti dai makers italiani e oggetti di design open source, e sarà disponibile in affitto su Airbnb.

Non è una casa per geek. È stata pensata per tutti, i nostri ospiti hanno l’unico dovere di essere creativi: devono criticare, rischiare, modificare i nostri progetti e lasciare nella casa un prodotto nuovo, pensato e realizzato apposta. Siamo noi i padroni della tecnologia, impariamo a crearla e le prospettive di sviluppo saranno infinite

Bruce Sterling

Lorenzo Romagnoli, figura di spicco del movimento maker italiano, gestisce il progetto Casa Jasmina con la qualifica di “maker in chief”: è lui che deve gestire la logistica della casa e cercare cose e idee per renderla sempre più funzionale: "Sarà un grande contenitore di progetti destinato a portare avanti il movimento open source, ma anche un bellissimo terreno di sperimentazione per le grandi aziende" spiega "Il 6 giugno diventerà una casa, ma dal giorno dopo diventerà un progetto che speriamo possa implementarsi da solo".

Casa Jasmina è un primo esempio di ”Internet of things”, visto già da tempo come il futuro della rete e della nostra società: "È una battaglia epica perché coinvolge dei giganti, ovvero le grandi compagnie" dice Sterling, "Alle loro soluzioni verticali noi rispondiamo portando la tecnologia vicino alla gente, con piattaforme open source accessibili, che tutti potranno migliorare". Casa Jasmina è il luogo in cui vivere il futuro da un’altra prospettiva. Dopo averlo immaginato e descritto nei suoi libri, ora Bruce Sterling lo vuole creare: "Sappiamo che arriverà, non facciamo in modo che ce lo vendano, costruiamolo noi. E non c’è posto migliore per costruirlo dell’Italia, perché qui sapete fare le cose meglio di tutti".