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Amos Genish - Amministratore Delegato/Direttore Generale

23/11/2017 - 09:00

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Amos Genish è Amministratore Delegato/Direttore Generale di Telecom Italia dal 28 settembre 2017. 
   

Genish-IT
Sino alla fine del 2016, Amos Genish è stato Amministratore Delegato di Telefonica Brasil/Vivo (al tempo capitalizzava oltre 20 miliardi di euro). Durante il suo mandato, le performance di Telefonica Brasil/Vivo, per ricavi e crescita dell’EBITDA nonché in termini di total shareholders return, sono state superiori a quelle del mercato brasiliano delle telecomunicazioni.
Amos è entrato a far parte di Telefonica agli inizi del 2015, quando quest’ultima ha acquisito GVT, un operatore di telecomunicazioni e Pay TV innovativo e in rapida crescita, di cui è stato Amministratore Delegato.
Amos è stato co-fondatore di GVT. Amministratore Delegato dal 1999, ha condotto con successo l’offerta per la licenza “specchio” della regione 2 in Brasile. Nel 2007 ha guidato l’IPO di GVT alla Borsa brasiliana. Nel 2009 ha condotto la vendita della società a Vivendi (dal 2011 al 2013 ha fatto parte del Management Board di Vivendi). Nel 2014 ha guidato le negoziazioni per la vendita di GVT a Telefónica (un affare da 7,45 miliardi di euro).
In precedenza Amos è stato Amministratore Delegato di GVT, operatore di telecomunicazioni attivo nelle aree più remote, dove ha gestito la raccolta fondi iniziale per avviare le attività della società e dare supporto al lancio dei servizi in Cile, Perù e Colombia.
Dal 1989 Amos è stato - in qualità di CFO - in Edunetics ltd., una giovane start-up che sviluppava sistemi curricolari multimediali omnicompensivi, in particolare per il mercato scolastico statunitense. Nel 1992 ha condotto, con l’Amministratore Delegato, l’IPO della società al Nasdaq. Nel 1995 è stato nominato Amministratore Delegato della società.
Dal 1986 al 1989 Amos ha lavorato in una delle principali società contabili israeliane (oggi KPMG Israel), dove si è occupato di audit e contabilità per grandi holding.
Recentemente, da inizio 2017 a luglio 2017, ha avuto la responsabilità di Chief Convergence Officer in Vivendi. Con questo ruolo ha presidiato la strategia di convergenza tra contenuti, piattaforme e distribuzione del Gruppo.
Amos è membro del Consiglio di Rappresentanza di Vevo - azienda leader mondiale in video hosting musicale, di cui sono comproprietari il Gruppo Universal Music, Sony Music Entertainment, Google e Abu Dhabi Media Company - e membro del Board di Itaù Unibanco Holding S.A., la più grande banca brasiliana.
Nel 2016 è stato riconosciuto il migliore CEO dell’America Latina in ambito Tecnologia, Media e Telecomunicazioni da parte di Institutional Investor.
Amos Genish è nato a Hadera, Israele, nel 1960.
E’ laureato in Economia e Contabilità all’Università di Tel Aviv.
 
Aggiornamento: settembre 2017

Oggi dobbiamo creare la ‘società Gigabit’ basata su infrastrutture e applicazioni adeguate.

Amos Genish

Al TIM Open Lab di Torino, il 22 novembre, Genish parla della trasformazione digitale del Paese.
“Stiamo entrando nella terza fase della trasformazione digitale. All’inizio si trattava di connettere fra loro le persone, poi, negli anni 2000, con l’arrivo sul mercato di smartphone e tablet l’industria si è concentrata sulla capacità di banda.
Oggi dobbiamo creare la ‘società Gigabit’ basata su infrastrutture e applicazioni adeguate.
Questo cambiamento si basa su tre pilastri: intelligenza artificiale, realtà virtuale e robotica, che ogni anno registrano forti riduzioni dei costi raddoppiando al contempo le loro prestazioni, e che unite al trilione di sensori installati entro il 2025 permetteranno un’interazione continua tra persone, oggetti e l’ambiente che ci circonda.
Un processo che darà il via a un’importante trasformazione digitale in tutti i settori e nella vita di tutti noi. Svilupperemo reti sempre più intelligenti per case ed edifici connessi, smart home, servizi di e-health ed e-education basati sulla realtà virtuale, automobili connesse e virtual shopping.
Per permettere questa trasformazione digitale sono necessarie reti che non si limitino a offrire capacità e copertura, ma garantiscano alti livelli di velocità per l’utilizzo di applicazioni in tempo reale, sicurezza e affidabilità, per offrire la quality of experience in un mondo digitale.
Alla base di ciò, accanto agli investimenti, sono necessari know-how ed esperienza, e TIM è nella condizione di guidare questa trasformazione digitale anche grazie ai 4 miliardi di euro investiti – la cifra più alta in Italia.
Abbiamo poi un’eccellente risorsa che è il TIM Open Lab di Torino, il secondo laboratorio di ricerca e sviluppo in Europa e il primo per numero di brevetti registrati nel settore delle telecomunicazioni mobili. Oltre 1000 persone lavorano ogni giorno in collaborazione con centinaia di partner – tra università, realtà industriali, istituzioni e venture capital – allo sviluppo delle piattaforme aperte necessarie per la terza era di Internet.
Vogliamo che TIM sia tra i leader europei alla guida di questa rivoluzione digitale, contribuendo ad affermare anche il successo dell’Italia in questa sfida in Europa.
Continueremo a investire in innovazione per essere in prima linea, anche attraverso lo sviluppo di piattaforme e soluzioni aperte in collaborazione con tutti gli stakeholder dell’ecosistema digitale”