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Le centrali

17/02/2011 - 10:45

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Le prime centrali telefoniche erano a commutazione manuale, prevedevano cioè l'intervento di un operatore di commutazione (le signorine del centralino) per mettere in comunicazione gli utenti tra loro.

Una svolta significativa fu alla fine degli anni Venti con l'adozione nelle centrali del metodo a selettore, che consentì per le comunicazioni urbane la commutazione automatica.

In Italia, la teleselezione d'utente, ossia la comunicazione senza il tramite di una centralinista, fu introdotta nel 1931 dalla Stipel e riguardò le reti Vallemosso- Biella e Lodi-Milano; ma per la completa automazione delle centrali si dovrà aspettare il 1970, quando la teleselezione d'utente verrà finalmente realizzata su tutto il territorio nazionale.

Verso la fine degli anni Settanta, l'ingresso dell'elettronica nel sistema delle telecomunicazioni costituì un altro passaggio fondamentale, consentendo l'avvio dell'installazione delle nuove centrali numeriche. Da quel momento a ciascun numero, invece delle sequenze di impulsi date dal disco combinatore dell'apparecchio telefonico, corrispondeva una frequenza generata dalla tastiera, che poteva essere convertita in un segnale utilizzabile da parte della centrale.

A partire dal 1990, le nuove centrali a tecnologia numerica, ossia digitali, hanno permesso l'attivazione di nuovi servizi telefonici, come ad esempio l'avviso e il trasferimento di chiamata, la conversazione a tre e la telelettura del contatore; ma soprattutto la traduzione in codifiche numeriche di tutti i diversi contenuti informativi, dalla voce ai dati, ai suoni e alle immagini fisse e in movimento.


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