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Storia dell'apparecchio telefonico

06/06/2008 - 00:00

Dalla fine dell'Ottocento ad oggi si sono succeduti vari tipi di apparecchi telefonici che, oltre al mutare nello stile, hanno seguito l'evolversi della tecnologia subendo alcuni cambiamenti sostanziali.

In questa storia si possono individuare cinque tappe principali:

  • il passaggio dagli apparecchi a batteria locale a quelli a batteria centrale;
  • la comparsa del disco combinatore con la commutazione automatica;
  • la comparsa della tastiera che segna il passaggio al sistema digitale;
  • la comparsa del display;
  • il “cordless” o telefono senza fili

In origine: la manovella

In origine i telefoni sia da muro sia da tavolo erano chiamati a batteria locale in quanto ogni singolo
apparecchio veniva alimentato da una propria batteria. L'apparecchio era contraddistinto dalla presenza di due "cassette": una che conteneva la batteria necessaria all'alimentazione del microfono, l'altra su cui si trovavano il microfono, il ricevitore, il generatore di corrente alternata a manovella - utile per inviare il segnale di chiamata alla centrale - la suoneria e i circuiti.
Nella versione da tavolo l'apparecchio aveva di solito un microtelefono che riuniva il microfono e il ricevitore.
Tra i primi del Novecento e gli anni Dieci, l'utilizzo di un'unica grande batteria ubicata presso la centrale telefonica, che permetteva contemporaneamente l'alimentazione del microfono e l'eliminazione del generatore a manovella, rese possibile la costruzione di apparecchi telefonici semplificati dotati, sia nella versione da muro sia in quella da tavolo, di una sola "cassetta". Alzando il microtelefono partiva il segnale di chiamata alla centrale; riposizionandolo il segnale si interrompeva.

Dal disco combinatore alla tastiera digitale

Tra gli anni Dieci e Venti, all'adozione del sistema di commutazione automatica si affiancò l'applicazione del disco combinatore sull'apparecchio telefonico; questo permetteva di comporre direttamente sul proprio apparecchio il numero di telefono di chi si desiderava chiamare. Il disco combinatore una volta standardizzatosi divenne il simbolo più immediato e riconosciuto del telefono.
La fine degli anni Cinquanta ha segnato una tappa importante nella storia del telefono a disco conbinatore. Le allora società concessionarie (Stipel, Telve, Timo, Teti e Set) studiarono, insieme alle fabbriche Siemens e Face, la costruzione di un nuovo apparecchio telefonico d’utente chiamato “Unificato”. Si trattava di un telefono con base unica trasformabile a piacere nel tipo da tavolo o da parete, tramite la sola sostituzione della cappa; inoltre gli apparecchi dei due produttori Siemens e Face avevano le cappe, le basi, il microtelefono (la cornetta), le capsule microfoniche e riceventi, il disco cobinatore e i cordoni, completamente intercambiabili, da qui la definizione di “Unificato”, il che facilitava enormemente la loro manutenzione.
Questo tipo di apparecchio, senza subire cambiamenti sostanziali, pur rinnovato nelle forme e nei colori, ebbe vita lunga e venne gradualmente sostituito nelle abitazioni solo tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta.
Nel corso degli anni Ottanta, la comparsa dell'apparecchio con tastiera digitale, attraverso l'adozione di circuiti in grado di generare impulsi completamente elettronici, segna il passaggio della telefonia al sistema digitale. L’adozione della tastiera consente la creazione e moltiplicazione di nuovi servizi telefonici automatici per l’utente.

Il display e il telefono senza fili

La comparsa del display sull'apparecchio telefonico, a partire dalla fine degli anni Ottanta, fu un'ulteriore evoluzione consentita dalla diffusione della tecnologica digitale. Questa aprì la strada alla produzione di apparecchi che permettevano la visualizzazione del numero del chiamante, la memorizzazione in una rubrica e il richiamo a display del numero da chiamare. Più recentemente il display di un apparecchio fisso può servire anche per l'invio di messaggi SMS e MMS, così come già avviene per i telefoni cellulari e per le videochiamate nel caso di videotelefoni.
I progressi tecnologici consentirono negli anni Novanta anche la diffusione di un altro tipo di apparecchio per la telefonia fissa: il "cordless", un telefono senza fili dipendente da un impianto principale collegato via cavo alla rete telefonica.