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La cassetta dei suggerimenti

22/06/2009 - 00:00

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13 maggio 1949: nasce la "Cassetta dei suggerimenti"

Con l’ordine di servizio n. 3 del 13 maggio 1949 fu istituita in Stipel la “cassetta dei suggerimenti”, una pratica aziendale di collaborazione fra dipendenti e direzione con lo scopo di “consentire a tutti i lavoratori di proporre alla Direzione, per iscritto, suggerimenti per migliorare il servizio, il rendimento, le varie lavorazioni, l’utilizzazione dei materiali e delle macchine, l’incremento dell’utenza, la sicurezza sul lavoro, l’organizzazione dei magazzini, la manutenzione, ecc.”. L’autore del suggerimento accolto sarebbe stato premiato con una somma di denaro stabilita di volta in volta dalla Direzione.

Le prime “cassette dei suggerimenti”, anche se con altri nomi, erano state adottate in alcune realtà produttive francesi già a fine Ottocento per poi diffondersi, nei decenni successivi, in altri paesi Europei e in America. Fu però solo nel secondo dopoguerra che quelle pratiche si legarono strettamente alle strategie aziendali, trovando largo sviluppo anche in Italia dove furono adottati, tra gli altri, anche da molte aziende IRI (tra cui la Timo, la Telve, la Teti, l’Ilva, la Sip idroelettrica).
Tra il 1949 e il 1959 i dipendenti Stipel presentarono complessivamente circa duemila suggerimenti e di questi circa 350 furono premiati dalla Direzione per un ammontare complessivo di lire 2.958.000.

1 gennaio 1960: nasce il "nuovo sistema dei suggerimenti"

Non del tutto soddisfatta dei risultati, nel 1958 la Direzione della Stipel decise la costituzione di una Commissione di Studi incaricata di sottoporre la “cassetta dei suggerimenti” ad un approfondito esame. (La stessa commissione fu, inoltre, incaricata di studiare l’introduzione in Stipel del corso T.W.I.-  Training Within Industry- relativo al “Miglioramento dei Metodi di Lavoro”. Il T.W.I  era nato nel 1940 negli Stati Uniti come un servizio fornito dal Dipartimento di Guerra alle industrie legate allo sforzo bellico per rimediare, attraverso lo sviluppo di nuovi metodi di lavoro e di addestramento, alla perdita del personale arruolato nelle forze armate).

Esito di quello studio fu il  “nuovo sistema dei suggerimenti”, che entrò ufficialmente in vigore a partire dal 1 gennaio 1960, e che fu pubblicizzato attraverso le riviste aziendali e la pubblicazione di un opuscolo distribuito a tutti i dipendenti anche negli anni successivi.
Le principali modifiche al vecchio sistema consistevano:

  • nell’abolizione dei suggerimenti anonimi
  • nell’obbligo di presentazione del suggerimento attraverso la via gerarchica
  • in una  precisa definizione dei tempi necessari allaCo.Es.Su. (Commissione Esame Suggerimenti) per la valutazione dello stesso, nonché dei criteri per determinare l’ammontare dell’eventuale premio.

Il nuovo metodo prevedeva che i suggerimenti fossero presentati attraverso un modulo composto da tre parti:

  • la prima era destinata a contenere la proposta, con gli eventuali allegati, e doveva essere trasmessa al capo diretto per giungere infine alla Co.Es.Su., attraverso un percorso strettamente gerarchico
  •  la seconda, che conteneva solo gli estremi della proposta, veniva trasmessa direttamente alla Commissione
  •  la terza era la ricevuta che il dipendente doveva custodire.

I tre moduli rispondevano alla duplice esigenza di istituire una serie di controlli gerarchici sul suggerimento, senza però far temere al dipendente di essere defraudato della sua proposta.Uno dei molti freni al sistema dei suggerimenti secondo la Commissione di Studi era  infatti la diffusa paura fra i dipendenti che i capi, poco favorevoli a un sistema che consentiva ai subalterni di emergere, rubassero le idee dei lavoratori. Altri ostacoli erano poi: lo spirito di routine e la convinzione che non spettasse ai dipendenti migliorare il lavoro, l’indifferenza verso i vantaggi dell’azienda, la sfiducia in se stessi,  la difficoltà nel redigere la proposta, la convinzione che la proposta avrebbe suscitato una certa opposizione da parte dei capi, il timore di mettersi in mostra o in cattiva luce presso i compagni o il timore di apportare loro uno svantaggio.Il nuovo sistema ebbe un incredibile successo e nei primi undici mesi furono presentati 492 suggerimenti, più del doppio rispetto a quanti ne venivano presentati annualmente con il vecchio sistema.
L’afflusso di suggerimenti fu tale da creare immediati problemi alla Co.Es.Su. per l’espletamento delle operazioni di valutazione, tanto che alla fine non fu in grado di rispettare la scadenza dei tre mesi che si era posta come tempo massimo per far pervenire la risposta al dipendente.
Negli anni successivi il nuovo sistema dei suggerimenti perse di vitalità tanto che in un articolo di “Selezionando” del 1968 si legge che “esso si è alquanto adagiato in una vita tranquilla, senza scosse (ma anche senza molte soddisfazioni)”. L’ultimo elenco di “suggerimenti premiati” pubblicato in una delle riviste aziendali risale al 1975 su “Selezionando Sip”.

Fonti di riferimento
-“Anno nuovo vita nuova per il sistema dei suggerimenti”, “Selezionando. Stipel Telve Timo” n° 11/1959
-“L’addestramento Stipel n° 23, dicembre 1959. Numero speciale dedicato al nuovo sistema dei suggerimenti”
-“Undici mesi di vita del nuovo sistema dei suggerimenti”, “Selezionando. Stipel Telve Timo” n°12/1960
-“Il sistema dei suggerimenti”, “Selezionando. Notiziario 1° zona” n°10/1968
-“Il sistema dei suggerimenti”, opuscolo illustrativo destinato ai dipendenti, 5° edizione, dicembre 1968