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Telecomunicazioni mobili in Italia

25/07/2012 - 14:30

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Con la Legge 217 del 15 dicembre 2011 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 2 gennaio 2012 la Legge comunitaria 2010. Tale dispositivo, oltre a delegare al Governo il recepimento entro 3 mesi del nuovo frame work regolamentare in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica (con la conseguente revisione del Codice delle Comunicazioni Elettroniche D.Lgs. 259/03), prevede che operatori di rete locale possano ospitare programmi di fornitori di servizi di media audiovisivi nazionali.
La previsione, che danneggia l’operatore di rete del Gruppo Telecom Italia Media, è stata già contestata da Telecom Italia Media Broadcasting nel ricorso avverso il nuovo regolamento sul Digitale Terrestre 353/11/CONS. Si dovrà valutare quali strumenti giuridici utilizzare a tutela di Telecom Italia Media Broadcasting nelle successive norme attuative.
Nell’ambito del recepimento delle direttive europee 2009/140/CE e 2009/136/CE, relative al nuovo quadro regolamentare sulle comunicazioni elettroniche, Il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo in consultazione gli schemi di due decreti legislativi intesi a modificare il Codice delle Comunicazioni elettroniche e il Codice per la protezione dei dati personali. Telecom Italia Media ha partecipato a tale consultazione per richiedere una revisione della previsione che esclude dal trading le frequenze ottenute a titolo gratuito e per richiedere un raccordo normativo in tema di diritti amministrativi per l’attività di operatore di rete in tecnica Digitale Terrestre e contributi per la concessione dei diritti d’uso delle frequenze.

Il Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze Digitali (PNAFD) è stato approvato con la delibera 300/10/CONS, stabilisce 25 reti nazionali, di cui 4 DVB-H e introduce la tecnica k-SFN per alcune reti che altrimenti non avrebbero una copertura dell’80% del territorio.
Il PNAFD distingue tra il c.d. digital dividend interno, 5 reti DVB-T e 1 rete DVB-H, da assegnare con una procedura competitiva in beauty contest e il c.d. digital dividend esterno, canali 61-69 UHF, per servizi di comunicazione mobili.
Con delibera 330/11/CONS, AGCOM, abrogando i tavoli di concertazione regionali, ha avviato il processo di completamento della pianificazione delle frequenze con la pianificazione di dettaglio delle risorse da destinare alle emittenti locali e alla RAI nelle aree ancora oggetto di digitalizzazione.

Con la delibera 497/10/CONS l’AGCOM ha fissato i criteri relativi alla procedura competitiva per
l’assegnazione tramite beauty contest del digital dividend interno.
La delibera ha assimilato erroneamente Telecom Italia Media a RAI e Mediaset, operatori incumbent nel mercato delle reti terrestri, vietandole la partecipazione, al pari di RAI e Mediaset, al Lotto A, riservato agli operatori esistenti con al massimo una rete analogica e ai nuovi entranti, tra cui AGCOM ha inserito SKY Italia, ammessa alla gara dalla Commissione UE.
In data 6 luglio 2011 sono stati pubblicati bando e disciplinare di gara e in data 5 settembre 2011 Telecom Italia Media Broadcasting, operatore di rete del Gruppo, ha presentato tre distinte domande per l’assegnazione dei Lotti B.1, B.2 e C.1. La Commissione ha ammesso:
- Europa 7 per il Lotto A.1,
- Dfree, H3G e Canale Italia per il Lotto A.2
- Dfree e Canale Italia per il Lotto A.3
- Rai, Mediaset e Telecom Italia Media Broadcasting per il Lotto B.1
- Rai, Mediaset e Telecom Italia Media Broadcasting per il Lotto B.2
- Telecom Italia Media Broadcasting per il Lotto C.1.
SKY Italia, ammessa per il Lotto A.2, in data 30 novembre, si è ritirata.
Dopo l’accoglimento a dicembre 2011 di tre ordini del giorno che impegnano il Governo a sospendere la procedura di assegnazione delle frequenze televisive tramite beauty contest, e ad individuare una procedura di assegnazione delle frequenze nell'interesse generale della collettività, sia con riguardo agli aspetti finanziari sia per quanto riguarda il rafforzamento del pluralismo del settore televisivo e dell'informazione, in data 20 gennaio 2012 TIMB ha ricevuto una comunicazione ufficiale dal Ministero
della Sviluppo Economico che sospende per novanta giorni il beauty contest e riconosce, nel contempo, a TIMB sessanta giorni di tempo per l’invio di eventuali osservazioni al riguardo.
In data 1° febbraio 2012 TIMB ha risposto e ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto per riparare il danno che il Gruppo ha subito nel processo di conversione delle reti da analogico a digitale e per risolvere il contenzioso nel suo complesso.

Con ricorso depositato in data 8 agosto 2011, TI Media ha impugnato il bando e il disciplinare relativi al beauty contest deducendo l’illegittimità:

• del divieto di partecipazione al Lotto A posto in capo a TI Media alla pari di RAI e Mediaset;
• dell’assimilazione di SKY ad un operatore nuovo entrante e, di contro, dell’assoggettamento di Telecom Italia Media alle medesime misure limitative stabilite in capo a RAI e Mediaset quali “incumbent”;
• del vincolo economico-tecnologico imposto sul Lotto C.1 utilizzabile per cinque anni solo in DVB-H (fuori mercato) o in DVB-T2 (privo di appetibilità commerciale in quanto la penetrazione di tale tecnologica nel mercato – attualmente inesistente - è prevista non prima di cinque anni dopo lo switch off);
• dei criteri di attribuzione dei punteggi tesi a favorire gli operatori in posizione di dominanza (RAI e
Mediaset);
• della mancata fissazione di misure asimmetriche in capo a RAI (impresa in mano pubblica), la cui partecipazione alla gara altera le dinamiche concorrenziali.

In data 8 novembre 2011, Telecom Italia Media Broadcasting ha presentato ricorso per l’annullamento,
previa concessione di misure cautelari, del provvedimento di ammissione di RAI al beauty contest, contestando diversi profili in violazione del bando, tra cui:
(i) il raggiungimento del numero massimo di reti DVB-T esercibili da un operatore rispetto al limite di 5 reti DVB-T previsto della Commissione UE
(ii) il mancato rispetto di diversi requisiti di gara tra cui si segnala l’obbligo di separazione societaria tra editore e operatore di rete digitale terrestre. In data 11 gennaio 2012, all’esito della Camera di Consiglio, il collegio ha disposto la fissazione della discussione di merito al 4 aprile 2012.

Nel CDA di Auditel del 28 novembre 2011, Telecom Italia Media ha sollevato:
• la questione della sottostima dei risultati di ascolto de La7 e del conseguente danno economico derivante dalla impossibilità di cogliere pienamente le corrispondenti potenzialità sul mercato della raccolta pubblicitaria;
• il mancato adeguamento della governance della società, indicato dalla stessa Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per assicurare l’effettiva indipendenza di Auditel dai due soci di maggioranza RAI e Mediaset.

Qualora tali richieste non dovessero trovare risposta entro tempi ragionevolmente brevi, presumibilmente prima della fine del primo trimestre 2012, Telecom Italia Media sarà costretta a porre in essere ogni misura idonea alla salvaguardia dei propri interessi.
A seguito della denuncia di SKY, AGCom ha sanzionato Auditel per abuso di posizione dominante.
Secondo AGCom, Auditel ha posto in essere i seguenti gravi comportamenti abusivi:
• ingiustificatamente ostacolato la pubblicazione del dato giornaliero per canale e per piattaforma (nonostante il problema tecnico dei meter fosse stato risolto nel giugno 2009);
• aver ostacolato fino a gennaio 2010 la pubblicazione dei dati giornalieri relativi a “ALTRE DIGITALI TERRESTRI”, sulla base della contrarietà di uno dei principali soci Mediaset, che solo nel gennaio 2010 ha sciolto la riserva che ha portato alla pubblicazione del dato (non ci sono stati motivi ostativi di natura tecnico-statistico e va considerato il contesto e il vantaggio creato a favore dei maggiori
azionisti di Auditel);
• aver erroneamente attribuito i dati di ascolto rilevati alla popolazione non dotata di TV.

Sugli stranieri, AGCom ritiene invece che il ritardo non sia imputabile ad Auditel, ma che sia legato a problemi quali la privacy per l’accesso alle liste anagrafiche.
Le infrazioni vengono considerate gravi, senza attenuanti e vengono quantificate in 1.806.604 euro, prendendo come riferimento il fatturato Auditel del 2009 (17,3 milioni) e del 2010 (17,2 milioni) e determinando le conseguenti sanzioni per ciascun comportamento abusivo.