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Telecomunicazioni fisse in Italia

10/07/2015 - 14:30

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Il canone retail
A partire dal 1° luglio 2014 sono variati i prezzi del traffico per la clientela Affari aderente all’Offerta di Base di Telecom Italia. Per le principali direttrici di traffico (Locale, Nazionale e Fisso-Mobile) viene applicato un prezzo unico pari a 10 centesimi di euro (IVA esclusa) per l’importo alla risposta e 10 centesimi di euro (IVA esclusa) per ogni minuto di conversazione.
A partire dal 1° novembre 2014 sono variati i prezzi del canone per le linee RTG (Rete Telefonica Generale) e del traffico per la clientela Consumer aderente all’Offerta di Base di Telecom Italia.L’intervento si articola nelle seguenti variazioni:
• il canone di abbonamento mensile per le linee RTG è passato da 17,54 euro al mese (IVA inclusa) a 18,54 euro al mese (IVA inclusa). Non hanno subito invece variazioni i prezzi del canone mensile di abbonamento per le linee ISDN e i prezzi del canone di abbonamento dei clienti appartenenti alle cosiddette Fasce Sociali e dei titolari della Carta Acquisti emessa dal Governo (c.d. Social Card);
• per le chiamate dirette verso le principali direttrici di traffico (Locale, Nazionale e Fisso-Mobile) è stato eliminato l’importo alla risposta ed è stato applicato un prezzo pari a 10 centesimi di euro (IVA inclusa) per ogni minuto di conversazione.


Il servizio universale

Nel corso del primo semestre 2014 è stata avviata e conclusa l’attività di verifica del costo netto relativo all’esercizio 2007 e nella delibera attuativa (Delibera 100/14/CIR) AGCom ha stabilito che, anche per il 2007, la fornitura delle obbligazioni di servizio universale non determina un costo netto e pertanto non è applicabile il meccanismo di ripartizione del suddetto costo. Telecom Italia ha presentato ricorso al TAR avverso questa delibera. Contemporaneamente Telecom Italia ha presentato all’Autorità anche le proprie valutazioni di costo netto per gli anni 2008 e 2009.
Il revisore nominato dall’Autorità ha concluso le proprie attività di verifica e si è in attesa della proposta di provvedimento da parte di AGCom.
Il 4 settembre 2014 è stato avviato da parte di AGCom un procedimento istruttorio concernente  l’individuazione dei criteri per la designazione di uno o più operatori incaricati di fornire il Servizio Universale nelle comunicazioni elettroniche ai sensi dell’art. 58 del Codice delle comunicazioni elettroniche. Attualmente l’unico operatore designato a fornire il Servizio Universale è Telecom Italia.
Nell’ambito della consultazione pubblica Telecom Italia  ha ribadito che i rilevanti sviluppi competitivi, economici e tecnologici registrati dalla liberalizzazione del settore TLC ad oggi, giustificano il superamento degli obblighi di Servizio Universale, in quanto sono già diffusamente presenti numerose offerte sul mercato nazionale comparabili ed equivalenti in termini di disponibilità, qualità e accessibilità del prezzo rispetto alle offerte commercializzate da Telecom Italia.
Il 23 gennaio 2015 il TAR del Lazio ha pubblicato due sentenze che hanno respinto il ricorso di Vodafone ed accolto quello di Telecom Italia contro la delibera 1/08/CONS con la quale l’Autorità, nel corso del 2008, aveva introdotto una nuova metodologia di calcolo del costo netto per il Servizio Universale.
Tale nuova metodologia di calcolo ha avuto effetto retroattivo, a partire dal costo netto 2004, e ha comportato una sensibile riduzione del perimetro dei costi attribuibili al Servizio Universale. Telecom Italia ha contestato in particolare la possibilità di rendere retroattivo qualsiasi atto amministrativo e, nel merito, i nuovi criteri introdotti per il  calcolo del costo netto che ne hanno di fatto azzerato il valore.

Le offerte di riferimento di Telecom Italia relative all’anno 2013
A completamento dell’approvazione delle condizioni tecniche ed economiche relative all’anno 2013 per i servizi ULL e bitstream  (Delibere 746/13/CONS e 747/13/CONS) del 19 dicembre 2013, il 1°settembre 2014 sono state pubblicate nel sito dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni –AGCom - le delibere di approvazione delle Offerte di Riferimento 2013 per i seguenti servizi wholesale su rete fissa di Telecom Italia:
•  Wholesale Line Rental (Delibera 67/14/CIR);
•  accesso NGAN (infrastrutture di posa locali, tratte di adduzione, fibre ottiche primarie e secondarie, segmenti di terminazione in fibra ottica   (Delibera 68/14/CIR);
• Bitstream NGA, servizio VULA e relativi servizi accessori (Delibera 69/14/CIR);
• servizi trasmissivi a capacità dedicata - circuiti terminating, flussi di interconnessione e raccordi interni di centrale – (Delibera 70/14/CIR).
Lo scorso 1° settembre 2014 è stata inoltre avviata, con la Delibera 71/14/CIR, la consultazione pubblica concernente l’approvazione dell’Offerta di
Riferimento di Telecom Italia per l’anno 2013 relativa ai servizi di raccolta, terminazione e transito delle chiamate su rete telefonica pubblica fissa con interconnessione TDM e VoIP/IP.
Infine il 23 dicembre 2014 è stata pubblicata la delibera contenente le condizioni economiche per l’anno 2013 relative al servizio end-to-end (Delibera 128/14/CIR).
Il 23 dicembre 2014 e il 7 gennaio 2015 sono state pubblicate le delibere di avvio delle consultazioni pubbliche relative all’approvazione dei prezzi 2014 per i servizi wholesale di accesso disaggregato, per i servizi di co-locazione e per il servizio WLR. Sono oggetto di consultazione solo i prezzi 2014 dei contributi una tantum  dei suddetti servizi mentre la determinazione dei canoni di noleggio mensile, basati sul modello BU-LRIC, è stata rinviata al procedimento di analisi di mercato avviato dall’Autorità con la delibera 390/12/CONS del 4 settembre 2012.
Infine, il 27 febbraio 2015 è stata pubblicata la delibera di avvio della consultazione pubblica per l’approvazione dei prezzi 2014 relativi ai serv
izi trasmissivi a capacità dedicata (circuiti terminating, flussi di interconnessione e raccordi interni di centrale).

I servizi di accesso wholesale
Relativamente agli esiti della consultazione pubblica avviata il 4 settembre 2012 (delibera 390/12/CONS) per il 3° ciclo dell’analisi di mercato dell’accesso (retail e wholesale) su rete fissa, rame e fibra per il triennio 2014-2016, il procedimento è ancora  in corso in quanto l’Autorità ne ha prorogato più volte la sua conclusione. In particolare, il 13 febbraio 2015, l’Autorità haavviato una nuova consultazione pubblica sui prezzi dell’accesso wholesale per il periodo 2014 – 2017. La decisione finale dovrà essere notificata alla Commissione europea, che ha il potere di esprimere un proprio parere in merito entro trenta giorni dall notifica.  Nel dettaglio, l’Autorità ha annunciato due scenari regolatori diversi;
a) “Scenario Alfa” in cui il mercato è nazionale, unico ed omogeneo;
b) “Scenario Beta” in cui viene riconosciuto  che in alcune aree del Paese vi sono condizioni concorrenziali differenziate rispetto al resto del territorio; vengono pertanto definiti obblighi regolamentari e prezzi differenziati tra “aree competitive” e “aree non competitive”.
Il diverso grado di competitività di un’area viene valutato sulla base della concentrazione relativa agli investimenti in reti NGA di almeno due operatori (Aree B), rispetto alle aree in cui tali condizioni non si  verificheranno (Aree A). La distinzione tra le due tipologie di aree dipende dal raggiungimento di una predefinita soglia di copertura da parte di almeno due reti a banda ultralarga.  
Per ciascuno scenario, sono stati proposti i canoni wholesale al 2017; i prezzi degli anni intermedi saranno ottenuti mediante un trend lineare annuale a partire dai prezzi 2013 oppure dai prezzi 2014, in funzione degli esiti della consultazione.
Inoltre il 9 ottobre 2014, la Commissione ha approvato la nuova raccomandazione sui mercati rilevanti, rimuovendo con effetto immediato il Mercato Accesso Retail (ovvero uno dei tre mercati analizzati nel procedimento di cui sopra, che difatti è stato espunto dall’Analisi nel testo della citata Consultazione) e quello della Raccolta.
A novembre 2014, il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente un appello presentato da un operatore riguardo l’approvazione dell’offerta di riferimento di Telecom Italia relativa ai servizi bitstream  dell’anno 2009. Il Collegio ha accolto l’istanza riguardo le modalità di determinazione del canone mensile del servizio, calcolato dall’Autorità (delibera 71/09/CONS) secondo il principio del retail minus, rilevando un difetto di una ulteriore verifica sulla correttezza e congruità della quantificazione in ordine alla componente “minus". Il Consiglio di Stato richiede all’Autorità di riesaminare l’ampiezza del minus e, tal fine lo scorso 5 marzo 2015 è stata avviata una consultazione pubblica in cui l’AGCom ha proposto, a seguito degli ulteriori approfondimenti effettuati, uno schema di provvedimento in cui viene confermato il valore del minus vigente nel 2009 (-20% rispetto al canone retail).
La consultazione pubblica avrà la durata di 30 giorni.
Infine, con riferimento al procedimento che AGCom ha avviato a giugno scorso in ottemperanza ad un’altra sentenza del Consiglio di Stato in merito ai prezzi dell’accesso wholesale su rete in rame relativi al triennio 2010-2012, il 25 febbraio 2015, l’Autorità ha annunciato, con un comunicato stampa, l’approvazione definitiva della delibera di rimodulazione dei prezzi ULL per il periodo 2010-2012. In particolare, per quanto riguarda il canone mensile ULL, si hanno le seguenti modifiche: per il 2012, da 9,28  euro al mese a 9,05 euro al mese; per il 2011, da  9,02 euro al mese a 8,90 euro al mese; per il 2010, da  8,70 euro al mese a 8,65 euro al mese. Il procedimento  avrebbe inoltre dovuto rinnovare anche i prezzi WLR e bitstream per lo stesso periodo; tuttavia l’Autorità ha rimandato la decisione ad un successivo momento, volendo attendere il provvedimento finale volendo attendere il provvedimento finale circa l’esecuzione della decisione del Consiglio di Stato sul servizio bitstream per il 2009.
Telecom Italia ha riflesso gli impatti delle nuove tariffe per il periodo 2010-2012 nei dati economici del quarto trimestre 2014, con un impatto complessivo, in termini di minori ricavi, pari a 45 milioni di euro.

Le reti di nuova generazione
Con riferimento alle misure inerenti l’accesso da parte degli altri operatori agli armadi di strada di Telecom Italia (cd.street cabinet), il 9 aprile 2014 l’Autorità ha pubblicato un provvedimento contenente le condizioni attuative degli obblighi di co-locazione e di accesso ai cabinet (Delibera 155/14/CONS). In particolare, Telecom Italia è tenuta a comunicare trimestralmente la realizzazione di nuovi cabinet (o l’aggiornamento degli esistenti) al fine di consentire agli operatori concorrenti di partecipare al progetRelazione sulla gestione delGruppo Telecom Italia (la procedura di annuncio è a regime a partire dal 2015). Inoltre, gli operatori concorrenti, al fine di co-locare propri mini-DSLAM, avranno la possibilità di chiedere l’ampliamento di cabinet esistenti diTelecom Italia mediante la costruzione del c.d. sopralzo o la costruzione, sempre a cura di Telecom Italia, di nuovi armadi adiacenti agli esistenti; in questo secondo caso, la proprietà dell’infrastruttura è in capo agli operatori alternativi richiedenti che risultano responsabili della loro manutenzione e dei relativi costi. Infine, in considerazione delle difficoltà nella definizione delle specifiche tecniche e realizzative per l’installazione di ulteriori sopralzi, l’Autorità ha rimandato qualsiasi decisione all’esito di uno studio di fattibilità tecnica che ne individui le condizioni di fornitura più opportune.