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Storia del marchio Telecom Italia

13/01/2016 - 00:00

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Raccontarne la storia è ricordare un po' anche il costume italiano di questi decenni, il mutare dei gusti e delle mode, ma anche sottolineare la trasformazione graduale dell'identità visiva di una società che, da impresa telefonica in monopolio è diventata negli anni il sesto gestore di telecomunicazioni nel mondo e che ha accompagnato, con il continuo rinnovarsi della sua tecnologia, il percorso di modernizzazione e di sviluppo del Paese.  

 

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1994: nasce Telecom Italia

Nell'agosto 1994 si costituisce Telecom Italia S.p.A, con l'incorporazione di cinque società: SIP, Iritel, Telespazio, Italcable e Sirm.

Lo scenario di quegli anni è complesso e in continuo cambiamento e Telecom Italia non è più unicamente un gestore telefonico, ma si avvia a diventare uno dei maggiori competitor mondiali dell'intero sistema di telecomunicazioni. E' un'azienda tecnologicamente avanzata, orientata al futuro, di respiro internazionale, competitiva. E soprattutto finalmente "unica”.

Si decide quindi di adottare un marchio in continuità con il segno grafico del logotipo SIP, in modo da non disperdere il patrimonio di immagine del brand e non disorientare troppo la clientela.

Il marchio SIP è caratterizzato da un tetragramma: il rigo musicale a quattro linee usato per la notazione del canto gregoriano. Ma non erano certo gli spartiti d’epoca ciò che intendevano evocare i creatori del nuovo logotipo quanto piuttosto “un’onda di comunicazione rossa – come riportato sull’house organ «Selezionando» del maggio 1983 – simbolo dei cavi su cui viaggiano le nostre voci”.

Un tetragramma quindi per unire idealmente passato e futuro, ma non solo: il nuovo marchio conserva anche il colore grigio e il tipo di carattere per la declinazione del testo.

 

Dal 1994 ad oggi

 

Nell'agosto 1994 si costituisce Telecom Italia S.p.A, con l'incorporazione di cinque società: SIP, Iritel, Telespazio, Italcable e Sirm.

Lo scenario di quegli anni è complesso e in continuo cambiamento e Telecom Italia non è più unicamente un gestore telefonico, ma si avvia a diventare uno dei maggiori competitor mondiali dell'intero sistema di telecomunicazioni. E' un'azienda tecnologicamente avanzata, orientata al futuro, di respiro internazionale, competitiva. E soprattutto finalmente "unica”. Quindi si decide di non modificare il segno grafico del marchio SIP, quasi a testimoniare un ideale passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo.

Naturalmente la scelta avviene anche per un altro motivo, più evidente: quello di non disperdere il patrimonio di valore e di immagine del brand e non disorientare troppo la clientela.

Raccontarne la storia è ricordare un po' anche il costume italiano di questi decenni, il mutare dei gusti e delle mode, ma anche sottolineare la trasformazione graduale dell'identità visiva di una società che, da impresa telefonica in monopolio è diventata negli anni il sesto gestore di telecomunicazioni nel mondo e che ha accompagnato, con il continuo rinnovarsi della sua tecnologia, il percorso di modernizzazione e di sviluppo del Paese.  

 

Dal 1994 ad oggi

 

Nell'agosto 1994 si costituisce Telecom Italia S.p.A, con l'incorporazione di cinque società: SIP, Iritel, Telespazio, Italcable e Sirm.

Lo scenario di quegli anni è complesso e in continuo cambiamento e Telecom Italia non è più unicamente un gestore telefonico, ma si avvia a diventare uno dei maggiori competitor mondiali dell'intero sistema di telecomunicazioni. E' un'azienda tecnologicamente avanzata, orientata al futuro, di respiro internazionale, competitiva. E soprattutto finalmente "unica”. Quindi si decide di non modificare il segno grafico del marchio SIP, quasi a testimoniare un ideale passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo.

Naturalmente la scelta avviene anche per un altro motivo, più evidente: quello di non disperdere il patrimonio di valore e di immagine del brand e non disorientare troppo la clientela.

Raccontarne la storia è ricordare un po' anche il costume italiano di questi decenni, il mutare dei gusti e delle mode, ma anche sottolineare la trasformazione graduale dell'identità visiva di una società che, da impresa telefonica in monopolio è diventata negli anni il sesto gestore di telecomunicazioni nel mondo e che ha accompagnato, con il continuo rinnovarsi della sua tecnologia, il percorso di modernizzazione e di sviluppo del Paese.  

 

Dal 1994 ad oggi

 

Nell'agosto 1994 si costituisce Telecom Italia S.p.A, con l'incorporazione di cinque società: SIP, Iritel, Telespazio, Italcable e Sirm.

Lo scenario di quegli anni è complesso e in continuo cambiamento e Telecom Italia non è più unicamente un gestore telefonico, ma si avvia a diventare uno dei maggiori competitor mondiali dell'intero sistema di telecomunicazioni. E' un'azienda tecnologicamente avanzata, orientata al futuro, di respiro internazionale, competitiva. E soprattutto finalmente "unica”. Quindi si decide di non modificare il segno grafico del marchio SIP, quasi a testimoniare un ideale passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo.

Naturalmente la scelta avviene anche per un altro motivo, più evidente: quello di non disperdere il patrimonio di valore e di immagine del brand e non disorientare troppo la clientela.

Raccontarne la storia è ricordare un po' anche il costume italiano di questi decenni, il mutare dei gusti e delle mode, ma anche sottolineare la trasformazione graduale dell'identità visiva di una società che, da impresa telefonica in monopolio è diventata negli anni il sesto gestore di telecomunicazioni nel mondo e che ha accompagnato, con il continuo rinnovarsi della sua tecnologia, il percorso di modernizzazione e di sviluppo del Paese.  

 

Dal 1994 ad oggi

 

Nell'agosto 1994 si costituisce Telecom Italia S.p.A, con l'incorporazione di cinque società: SIP, Iritel, Telespazio, Italcable e Sirm.

Lo scenario di quegli anni è complesso e in continuo cambiamento e Telecom Italia non è più unicamente un gestore telefonico, ma si avvia a diventare uno dei maggiori competitor mondiali dell'intero sistema di telecomunicazioni. E' un'azienda tecnologicamente avanzata, orientata al futuro, di respiro internazionale, competitiva. E soprattutto finalmente "unica”. Quindi si decide di non modificare il segno grafico del marchio SIP, quasi a testimoniare un ideale passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo.

Naturalmente la scelta avviene anche per un altro motivo, più evidente: quello di non disperdere il patrimonio di valore e di immagine del brand e non disorientare troppo la clientela.

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2000: la bolla internet e le prime modifiche del marchio

La fine degli anni 90 segna lo scoppio della bolla internet, che raggiunge il suo apice nei primi mesi del 2000. La concorrenza tra gli operatori di telecomunicazioni, già molto intensa su telefonia fissa e mobile, si estende anche alla trasmissione dati, la vera porta di accesso al mondo internet e alle applicazioni in rapida evoluzione.

Telecom Italia ha quindi la necessità – al pari degli altri operatori – di evidenziare un nuovo corso: un rinnovamento della propria immagine e dell’identità di marca.

Una prima modifica riguarda il colore: il rosso, da pantone warm red, diventa pieno. Ma si ha la necessità di intervenire anche con testi a supporto del marchio, per sottolineare la sempre crescente vocazione a internet della Società. Per questo motivo nell’autunno del 2000 è stato introdotto il testo “www.telecomitalia.it“ nella parte inferiore del marchio, allineato a destra e di colore rosso.

Sempre nel 2000, anno simbolo della corsa all’espansione delle TLC nel mondo internet e all’internazionalizzazione, Telecom Italia lancia la campagna istituzionale “Come vorresti che fosse il futuro”: una domanda posta direttamente al pubblico e che implica risposte che sono un gruppo leader dell’ICT può dare, a tutti, in modo autorevole e rassicurante.  A fare da testimonial ritroviamo nomi illustri: Nelson Mandela, Marlon Brando, Woody Allen in prima battuta; Leonardo Di Caprio, Rita Levi Montalcini e Sonia Braga alla ripresa della campagna nell’anno successivo.

Ed è proprio in quell’occasione – nell’estate del 2001 - che è stato introdotto un primo vero e proprio pay off: “TELEFONIA FISSA, MOBILE, INTERNET, MEDIA, INFORMATION TECHNOLOGY, THE NEXT THING” posizionato nella parte superiore del marchio. Un modo ancora più diretto per raccontare la convergenza delle tecnologie e l’apertura verso il mondo internet; ma anche un concetto che racchiude il senso della proiezione - rassicurante – verso il futuro.

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2003: il restyling del marchio

Nei primi mesi del 2003 il marchio Telecom Italia cambia, o meglio, subisce qualche piccolo ritocco: era necessaria una revisione per adeguare ai tempi un marchio ancora apprezzato dopo quasi 10 anni e per rinnovarne la forza d’impatto. Un modo quindi per migliorarne la leggibilità senza modificarlo in modo radicale.

Dalle quattro onde del tetragramma che affiancano il nome Telecom Italia si passa a tre, un trigramma appunto, più morbide nella forma. E la modifica riguarda anche il testo, che si rafforza con un cambio di font, da Univers Bold Italic a Meta, più leggibile e attuale.

Il contesto di mercato è ormai cambiato, non siamo più nel pieno della bolla internet, e cambiano anche le strategie di sviluppo: il focus si sposta dalla tecnologia vera e propria al valore della comunicazione.

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2003: un nuovo pay off   

In questo scenario, e a pochi mesi dal restyling del logo, parte la nuova campagna istituzionale con il messaggio “Comunicare è vivere", con l’intenzione di riportare l’attenzione su valori e conquiste che talvolta sembrano scontati.

Un messaggio forte, che si decide di affiancare al marchio come nuovo nuovo pay off.

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Dal 2004 al 2015

Negli ultimi 10 anni il marchio Telecom Italia non ha registrato variazioni, ma è stato integrato in momenti diversi con lo sviluppo di una nuova architettura di marca per i marchi derivati. Con le nuove linee guida sono stati realizzati i marchi relativi ad aziende del Gruppo, funzioni e progetti speciali.

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2016   

Con il lancio del nuovo logo TIM, nasce un nuovo sistema di marca che coinvolge anche il marchio di Telecom Italia.   

Il nostro archivio storico

Le carte più antiche del nostro patrimonio documentario risalgono alla fine dell’Ottocento. Oltre all’archivio documentario e iconografico, all’emeroteca e alla nutrita sezione audiovisivi, il patrimonio storico Telecom Italia contiene anche dei beni museali.